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Vendemmia in Valtellina: la tradizione dei terrazzamenti

Vendemmia in Valtellina: la tradizione dei terrazzamenti

Tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre in Valtellina va in scena una delle tradizioni più antiche e amate: la vendemmia. Fra vigneti e campi distesi di filari è tutto un pullulare di persone in festa con i cestini in mano pronti a raccogliere fino all’ultimo grappolo.

L’uva in questa valle è ancora oggi considerata un frutto della natura tanto atteso e prezioso ma anche terribilmente delicato. Troppa pioggia e i grappoli potrebbero ammuffire, troppa poca acqua e quegli stessi grappoli sarebbero troppo secchi.

Già nel mese di agosto si compiono le prime analisi per la valutazione delle uve: le analisi chimiche indagano la qualità degli acini provenienti da vigneti guida, che servono agli esperti a indicare come sarà l’annata, se precoce o tardiva, e quali le qualità dei vini prodotti.

La vendemmia in Valtellina necessita di un perfetto equilibrio, il clima adatto e le giuste tempistiche, un’ottima ricompensa per i vignaioli pazienti che per tutta la stagione estiva curano le loro vigne con amore paterno e alla fine dell’estate, quando le giornate si accorciano e le temperature si fanno più fresche, sono pronti a raccogliere il frutto delle loro fatiche. 

La particolarità dei vigneti Valtellinesi è che si sviluppano su terrazzamenti, delle immense gradinate a scalare dalle alture sostenute da muri a secco, strategicamente costruiti con la pendenza più adatta allo sgrondo delle piogge.

Un capolavoro di ingegneria agricola di antica memoria, che ancora oggi consente uno sviluppo di vigneti in zone che altrimenti non potrebbero essere coltivate. Attraverso la realizzazione dei terrazzamenti gli abitanti di questa Valle hanno potuto rendere adatto alla coltura agricola un territorio altrimenti impervio e inutilizzabile.

Weekend in Valtellina cosa mangiare

Il colpo d’occhio sulla distesa di oltre 2500 km di muri che delimitano i terrazzamenti è uno spettacolo soprattutto se goduto in maniera “slow”, magari a piedi o in bicicletta, per esempio, seguendo il sentiero Rusca, che proprio nella parte iniziale costeggia una parte di terrazzamenti.

In Valtellina la vendemmia è una festa per le mani e gli occhi, perché quando gli acini sono al massimo della maturazione le sfumature di blu viola dell’uva nera, si mescolano con quelle giallo dorato delle uve bianche, donando ai vigneti un aspetto magico.

Vendemmia in Valtellina, un lavoro manuale

La distribuzione dei vigneti sui terrazzamenti rende impossibile una vendemmia meccanica: in Valtellina la vendemmia è lavoro per mani sapienti che uno dopo l’altro adagiano tutti i grappoli nelle brente, pronti per essere trasportati nelle cantine.

E proprio nelle cantine comincia il magico percorso del vino, che dapprima pestato (ai giorni nostri anche macinato con speciali macchinari) diventa mosto, e poi viene travasato nelle tine di legno, dove avrà inizio la fermentazione.

Nel weekend 4-5 ottobre saranno molte le cantine aperte, proprio in occasione della vendemmia: gli appassionati potranno scoprire le peculiarità della vendemmia in Valtellina ammirando il sapiente lavoro dei vignaioli e scoprendo molte curiosità sui vini Valtellinesi più pregiati, come lo Sforzato di Valtellina DOCG o il Valtellina Superiore DOCG.

Sciatt piatto tipico valtellinese